Se tu mi credi,
io cado.
Se tu non mi credi,
io cadrò.

Chi su di me
ha parlato
sciogliendo la lingua
alla brezza del mare
oggi sta in silenzio
aspettando.
O nel silenzio, parla.
Perchè nella parola
si ritrova l’erba
che pasce la pecora.
Per la sua lana.

Ma la pecora
sono io.
L’erba sono io.
E chi mi toglie
da chi mi cerca
mi toglie.
Mi fa cadere.

Non ha posa.
Vola sempre.
Con le sue
proverbiali
scarpe rotte
gira per camini.
E lascia le
sue calze,
piene di doni.

A chi carbone,
a chi le caramelle
a chi i regali.

Non ha posa.
Non si ferma.
Per i camini
gira e và
la befana
trallala…

Buon Anno 2012 (in ritardissimo…) e buona befana a tutti i lettori di questo blog.

Auguri!

La neve
cade
lenta.
E’ viva.

La neve
cade
veloce.
E gela.

La neve
cade.

E’ la neve.

Piccolo mondo fantastico
dove ciò che leggi è
una sensazione dei sensi.
Vivi una vita non tua,
e la vivi colorita di
episodi al limite
del verosimile, oppure
di quello inverosimile.
Ci sono uomini, donne,
bambini, animali, e poi
ancora soggetti, ruoli
oggetti, artifici, e
il tutto condito dalla
capacità di chi scrive
di miscelarli con
sapienza e intelligenza.
Per scoprire che la
vita piatta e noiosa
che chi legge vive nella
realtà quotidiana non è
tutto quello che si può
conoscere, ma esiste
anche altro, avventure
mai ipotizzabili, che
se vissute in prima
persona avrebbero
il piacere di essere lette
da nessuno.

Una novella è un piccolo
mondo fantastico, che
nessuno dovrebbe mai
lasciare chiuso dentro
il fragile libro.

Mi senti? Sto parlando…
La mia voce è si
flebile e leggera,
placida e fluviale.
Ma è nell’aria e
ti cerca disperatamente,
cerca di arrivare là
dove il mio sguardo
arriva alla trincea
del tuo, riflettente.

Non parole definite
ma suoni, vitali.
So che il mio verbo
non ha buona accoglienza
presso la tua anima.
L’ho capito quando
la tua smemoratezza
mi si è balenata
totale indifferenza.
Quando ciò che ti dissi
di me e della mia vita
era ossigeno per le piante,
spazzatura pura e semplice.

Io cerco in te solo
uno scambio alla pari.
Vorrei che uno per l’altro
riparassimo i danni
che la vita provoca,
perchè in fondo ciò che
io ho in abbondanza
puoi tu aver in carenza.
E viceversa.

Ma tu non mi senti…
Non c’è niente che io
possa fare per questo.
E un brivido di freddo
corre dentro me, totale.

Resistere
ha un valore.
Ha un sapore.
Ha un odore.
E’ difficile
come sensazione
da accalappiare.

Resistere
talvolta
è l’unica cosa.

Tu che sei
ciò che cerco
non essere più
qualcosa
di diverso.

Tu che sei
luce e gioia
spegni la fiamma
che brucia
il tuo odio
interiore
perchè questo
io da te
voglio avere.

Tu che sei
un bocciolo di pesco
congela la tua
bellezza.
Non fiorire.
Non vivere
questa primavera.
Fa che la prossima
sia la tua.
Lascia questa
ai fiori di campo.

Tu che sei me.
Tu che sono io.
Io che sono te.

Perchè?

In un mare di sguardi
uno solo si perde
senza speranza alcuna.
Provare e riprovare:
destino amaro ma
piacevole se
riempie il cuore
di tanta bellezza.
E’ un illusione
la sconfitta di credere
che ciò che non da
l’immediata soddisfazione
sia qualcosa di perso.
Credere in una sconfitta
tanto totalizzante
non è forse contraddetta
dalla speranza vera?
Quella che porta
a dare un senso alla vita
perchè altrimenti
a che pro
svegliarsi ogni giorno?

Il tempo
è galantuomo:
onora i suoi debiti.

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 75 other followers